Thrive Through Purpose – Alessandro Broccolo

La leadership dell’intuizione parte I

24 Maggio 2022

Condividi su

Intro: la possiamo chiamare leadership dell’intuizione o il “leader intuitivo”. Perché è importante avere in mano, essere consapevoli, essere emozionalmente intelligenti delle proprie intuizioni? Cosa sono le intuizioni? Esistono realmente?
Possiamo trovare un punto di equilibrio, tra le nostre necessità operative e decisionali della nostra quotidianità, lavorativa e privata e lo sviluppo di un’intuizione interiore?
Dividiamo questa puntata in due parti e proviamoci.

Se vuoi ascoltare la puntata clicca qui.

Concetto chiave: l’intuizione nasce sapendo chi siamo e agendo nella Purpose.
A piccoli passi, accogliendo errori e possibilità, possiamo sviluppare l’intuizione
come stato naturale e non come momento per le grandi idee

Non è stato facile preparare questa puntata e sento che ci saranno momenti per fare futuri approfondimenti sul tema.

L’intuizione è un qualcosa che rischia di essere raccontato come “magico e miracoloso”, mentre noi cerchiamo sempre di contestualizzare il tutto nella nostra “realtà”, sempre allineati al concetto che spiritualità fa rima con quotidianità e leadership (non fa rima), ma significa libertà.

Ripetiamo, cos’è la libertà e quindi la leadership?:sapere chi siamo nella nostra interiorità, potendo decidere cosa fare, dire e pensare, usando corpo, mente ed energie e non lasciandoci usare da essi. Non mi stuferò mai di dire, che ognuno di noi può dare il nome che vuole a questa interiorità: spirito, anima, coscienza, Dio, o semplicemente consapevolezza, padronanza di sé, volontà, discernimento e se volete anche caos; sì possiamo sapere chi siamo anche rispetto al caos.

L’intuizione ha a che fare con la libertà e con la leadership perché, in fin dei conti, tutto quello che non è intuizione e gestione ordinaria, per non dire sopravvivenza, mentre un leader non si blocca mai nella gestione, ma crea in continuazione, anche nel momento in cui gestisce.

Pensiamo ad un progetto; in momenti diversi della sua evoluzione servirebbero forze, energie, metodi, strategie, obiettivi diversi. Questi cambiano e si adattano.

In un progetto c’è un momento per l’ideazione, un momento per la creazione e lancio, un momento per la gestione e un momento per fare il punto e rilanciare, quindi trasformare.

La vita stessa, la natura stessa, sono un progetto che segue questi momenti, come ci insegna molto bene l’Ayurveda.

Se ci allontaniamo da chi siamo, dalla nostra interiorità e non usiamo con consapevolezza i nostri strumenti ed esprimiamo la Purpose, viviamo e agiamo solo con lo stato della gestione, ovvero anche nella fasi creative stiamo in realtà solo ragionando e dividendo, oppure ci troviamo che nella fasi di gestione, ci dimentichiamo quale fosse lo scopo originario e interiore del nostro progetto, vita o progetto lavorativo che sia, quindi quale fosse stata la nostra intuizione.

Quindi in un progetto ci sono fasi diverse che cambiano e che richiedono un cambiamento nel nostro modo di fare.

Cosa non cambia invece?

Il modo di Essere.
Servono la stessa consapevolezza e centratura in chi siamo. Queste ultime, consapevolezza e centratura, rimangono le stesse perché chi siamo non cambia mai. E anche la consapevolezza non cambia; essa non cambia perché è la possibilità di far esprimere il chi siamo. Quello che cambia è l’output, il modo in cui agiamo e il risultato della nostra azione. Esso cambia come conseguenza del fatto che siamo più o meno consapevoli.

Aspettate un attimo forse questa è difficile e la spiego meglio…. vedete a me queste frasi vengono così perchè nascono dalla mia interiorità, non le ho studiate e ragionate, vengono e basta….poi quando le scrivo o dico, il mio ego mi blocca e mi fa pensare: “ma cosa hai detto?” Ecco questo, ad esempio, è un mio stato naturale di intuizione, che prescinde da esperienze passate, intelletto e ragionamento… Ognuno di noi può sviluppare questa intuitività e come sempre siamo tutti nella stessa barca; io riesco bene (e comunque non sempre) ad essere in contatto con chi sono veramente in questa attività, nel fare podcast e nello scrivere, magari voi ci riuscirete in altre azioni e contesti. Ci sono tante altre situazioni dove la mia intuizione va a zero ed emergono preconcetti, giudizio, aspettative ecc ecc.
Ecco questo per dire che io non sono mai un gradino sopra nessuno. Ogni tanto è bene ricordarlo a noi stessi.

Spieghiamo quindi quello che ho detto: la consapevolezza è sapere chi siamo e chi siamo è in Sé immobile, immutabile. Quello che si trasforma è la nostra capacità di esprimere questa forza interiore, quindi la nostra capacità di esprimere chi siamo dentro.

Come facciamo o meglio come dovremmo essere, per esprimere veramente chi siamo e non reagire alla vita? Dovremmo essere appunto consapevoli.

E qual è quella forza, “strumento”, che fa uscire la nostra consapevolezza in azioni coerenti con chi siamo e non con preconcetti, giudizio, ego ecc ecc? Ovviamente la Purpose.

In questo senso chi siamo, vs consapevolezza vs Purpose non cambiano in Sé, ma cambiano in risposta a come le esprimiamo. Grazie alla vita, al mondo, ai nostri sogni, desideri e progetti che si realizzano, grazie al nostro impegno, alla nostra volontà, quello che siamo dentro muta grazie alla relazione tra il dentro di noi e quello che c’è fuori, grazie alla qualità di questa relazione.

Esprimere questa consapevolezza è la nostra Purpose e nel farlo andiamo sempre più vicino alla nostra essenza, a quello che siamo.

Pensateci; questa è quella che chiamiamo comunemente crescita personale, anche se sarebbe molto più bello, come mi suggerì in un mio podcast Michele Polico, chiamarla crescita umana.

Se seguiamo questo percorso che ripetiamo è, 1 scoprire o riscoprire chi siamo, 2 da questa consapevolezza scoprire e usare la Purpose per esprimerci nel mondo, l’intuizione resta sempre alta (o si alza) in noi.

Diventerà più normale essere intuitivi e quindi creativi in tutte le fasi del nostro progetto o della nostra vita e diventerà più performante e libera, anche da stress, la nostra gestione del tutto.

Seguire il percorso di consapevolezza e Purpose ci aiuta a scoprire ed esprimere i nostri talenti, senza essere identificati con essi.

Perchè?

Per il motivo che abbiamo detto prima: se siamo consapevoli di chi siamo, se sappiamo che questo non muta mai, ma allo stesso tempo usiamo ed esprimiamo la nostra Purpose per crescere umanamente, grazie a quello che realizziamo nella vita e nel mondo, grazie alla relazione tra questo tutto, dobbiamo per forza di cose usare quello che con naturalezza è un talento.

In questo senso un talento, una skill, non è un costrutto per essere qualcuno, ma è un modo per esprimere chi siamo nella creazione e gestione di un qualcosa.

L’ho già detto prima: quello che si trasforma è la nostra capacità di esprimere questa forza interiore, quindi la nostra capacità di esprimere chi siamo dentro. Questa capacità è un talento ed è molto diverso da vederlo come un modo per diventare qualcuno o ottenere qualcosa, diverso anche dall’ ottenere conferme per il nostro ego.

Andate ad ascoltare la puntata del podcast pubblico sulle piattaforme “Dimissioni di massa, Purpose ed ego”.

In questo senso l’intuizione non è magia perché, sempre come ho detto poco fa, ci vogliono impegno e volontà per attivarla. La forza interiore è potente, ma per farla emergere serve più impegno rispetto a quanto sia necessario per attivare la nostra prepotenza, il nostro ego.

Bene, ma cos’è quindi l’intuizione? Come Possiamo svilupparla nella pratica.

Questo lo vediamo nella prossima puntata.


Iscriviti alla newsletter

Coaching, meditazione, leadership, benessere e business consapevole.
La newsletter che racchiude tutti i contenuti settimanali e aggiunge spunti inediti. Per scoprire ed esprimere la nostra Purpose.

ACCEDI