Thrive Through Purpose – Alessandro Broccolo

Episodio 31 – Fatti coinvolgere dalle tue emozioni e dormi…

27 Gennaio 2022

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Direi di chiudere questo primo ciclo dedicato al riposo, al sonno, parlando anche di emozioni.

Il ciclo è chiuso solo temporaneamente in quanto sul riposo ci sono tantissimi aspetti di cui parlare, sia per quanto riguarda il subconscio che la fase conscia, la nostra giornata.

…che poi, siamo veramente consci? 

Cosa significa per voi essere consci? Provate a pensarci e darvi una prima risposta e poi mettetelo in pratica.

Forse conscio significa essere consapevole e quando, quanto e dove siamo consapevoli? 


ESERCIZIO

Provate a pensare ai momenti, al luogo, alle persone con cui siete, ai cicli della vostra giornata, settimana, mesi, anni. Provate a pensare ai flussi, alle interazioni, a come si crea un senso di appartenenza a qualcuno o a qualcosa, il senso di comunità, di famiglia ed infine il vostro, il tuo,  senso di purpose.

Ora lasciate andare il pensiero, staccatevi e provate a diventare consapevoli, siete staccati dal pensiero, immersi nel tutto, percettivi con la mente e tutto il corpo, ora siete veramente consci.

Questo è un piccolo ma potente esercizio che vi lascio. Un esercizio che richiede prima una consapevolezza intellettuale, grazie al pensiero e poi una consapevolezza dell’esperienza che stiamo facendo.


In questo esercizio e in tutta la vita, giocano un ruolo importantissimo le emozioni.

Le emozioni sono come una cartina, ti indicano la strada, ti aiutano a non perderti, ma non sono il territorio.

E’ abbastanza ovvio per tutti che la cartina non è il territorio giusto? Eppure ci dobbiamo pensare, in un certo senso i gps, gli orologi sportivi, lo smartphone ci fanno dimenticare che la cartina, lo schermo, non sono il territorio.

Se ci viene facile dimenticare questa cosa con una cartina, figuriamoci con il corpo. Il tema è quello solito dell’identificazione. Noi ci identifichiamo con le emozioni e di conseguenza con il corpo.

Perchè?

Il motivo è che le emozioni hanno una natura e uno sviluppo fisiologico, riguardano in tutto e per tutto la nostra chimica, la natura, il come funzioniamo, la vita.

Attenzione però di non fare l’errore comune di pensare che questo non sia purpose, non sia divino, non sia spirituale, che sia fuori di noi. Tutto quello che siamo e che abbiamo è una possibilità di espanderci ed essere noi stessi.

Le emozioni quindi sono una sorta di veicolo, di ponte tra una vibrazione, un’esistenza più sottile ed la nostra percezione fisica. Le emozioni sono inoltre la rampa di lancio dei sentimenti, ovvero la trasformazione di un impulso emotivo in controllo e quindi in consapevolezza. 

La nostra strada è quella di passare dal controllo all’esperienza e da questa alla libertà. Questa è la forza di volontà che, a differenza di quello che crediamo non è imposizione, ma totale libertà.

Se ci fermiamo a pensare e poi, meglio ancora, a meditare sulle emozioni, ci rendiamo conto che possono essere un’arma a doppio taglio e questo dipende sempre da come ci poniamo noi, dal nostro distacco, dalla nostra consaopevolezza, dal sapere chi siamo.

Ci sono filoni interi di pensiero, letteratura, scienza e metodi che ci dicono che dobbiamo nutrirci di emozioni positive e ci sono anche delle vere e proprie scale di valori, ad esempio per ogni emozione negativa ce ne devono essere tre positive.

Ovviamente noi vogliamo essere pratici, la purpose e azione, la vita è azione.

Questo modo di pensare e queste tecniche sono quindi perfette e poi sicuramente non arrivo io a ipotizzare che non funzioni, prima di tutto perchè la mia voce deve essere solo uno stimolo a riflettere e consapevolizzare ogni istante delle vostra vita e non a dirvi cosa fare.

Ve lo ricordate? Qui dobbiamo imparare ad imparare, dobbiamo imparare a farci le domande e ognuno è libero di darsi la sua risposta.

Le domande che vi faccio sono: 

Se le emozioni ed il corpo sono la cartina e non il territorio, non chi siamo, come dovremmo rapportarci ad esse? 

Che emozioni dovremmo cercare?

Dovremmo liberarci delle emozioni negative? 

Dovremmo liberarci delle emozioni in generale perchè non vogliamo identificarci con il corpo? 

Se si, allora perchè “esistono” le emozioni?

Le emozioni, ripetiamolo, sono un ponte tra qualcosa, il che cosa, che nome ha, come lo volete vedere lo decidete voi. Il punto è che senza emozioni noi non possiamo avere la percezione del mondo e di chi siamo. Il fatto che non siamo le nostre emozioni è ben diverso da dire che le emozioni non servono per scoprire, potenziare ed espandere chi siamo.

Immagino che si arrivi ad un punto dove si trascende anche l’emozione, ma questo non riguarda, come dico spesso, nessuno di noi; probabilmente nessuno di noi ha ancora fatto quella scoperta. 

Se io appoggio la mano sul ghiaccio sento freddo e questo grazie al mio corpo, ai sensi, al sistema nervoso. Questo può generare reazioni base, ma anche emozioni, positive e negative e non saranno le stesse per tutti. Se non esistesse questo sistema non sarebbe possibile percepire il ghiaccio, provare qualcosa e pensare. Ecco questa è la cartina, senza di essa siamo persi. 

L’errore che non dobbiamo fare è però di pensare che l’emozione e la conseguente scelta di azione o reazione siano indipendenti da quello che sei. Se lasciamo che sia così siamo dei semplici essere viventi che vivono di istinto e paura o piacere. 

Non c’è scelta, non c’è libertà.

Sembrano cose banali ma tutto questo è l’origine di litigi, dipendenze, stress, lotte di religione, antipatie, amori compulsivi e anche violenza. 

Dalla più piccola delle nostre azioni alla più complessa.

Capendo questa cosa e provando a metterla in pratica possiamo gestire tutto, anche le emozioni negative. Le positive saranno di più come naturale conseguenza della nostra consaopevolezza.

Come metterlo in pratica? Senza nessuna rinuncia, ma con la completa presenza in tutto quello che siamo e facciamo nel momento presente, con lo stile di vita, meditando e ringraziando, senza farsi guidare dal passato o dall’ansia del futuro, dal fuori di noi.

Se qualcuno di voi sta pensando che vi ho proposto una soluzione relativista e di comodo lo invito a riflettere.

Questa è la soluzione più difficile e virtuosa che abbiamo a nostra disposizione perché pochi di noi hanno raggiunto la libertà.

Bene perchè questo pippone prima di arrivare al riposo?

Perchè quando dormiamo, il sonno o meglio, il vero riposo, sono fondamentali per regolare la nostra vita emozionale. Vivere il momento presente e fare tutto quello che vi ho appena detto è una questione sia interiore che di allenamento e metodo, perchè come sempre non c’è differenza tra dentro e fuori, la realtà è che è tutto dentro, noi siamo l’universo, tutti ce lo hanno detto, proprio tutti.

Il metodo scientifico classico ci spiega il come avviene tutto questo ma credo basti un pò di buon senso per ricordarsi che quando siamo stanchi siamo anche più suscettibili, depressi, cerchiamo cibo spazzatura.

Il nostro riposo ha diverse fasi, ma quella che interessa a noi è la fase REM, Rapid Eye Movement. In questa fase, che troviamo più facilmente durante la fine della nostra nottata di riposo ed in ogni caso è considerata l’ultima stadio del ciclo di sonno, avviene qualcosa dentro di noi che ci permette di regolare le nostre emozioni da svegli.

Nella fase REM noi tendiamo a sognare tanto, lo possiamo fare anche in altre fasi del sonno, ma in essa il tutto è più forte. 

Magari non ci pensiamo, ma anche mentre dormiamo la nostra fisiologia è in azione. In questa fase non sono attivi i neurotrasmettitori che ci permettono il movimento e per questo motivo nella fase REM siamo paralizzati nel vero senso della parola.

Questo avviene per un motivo; se durante il sogno, che di solito è sempre un pò complicato, imbarazzante, strano ecc ecc non riusciamo a muoverci significa che non possiamo reagire a quella situazione e questo regola proprio la nostra risposta emozionale. E’ una sorta di educazione per la vita.

Esempio: state sognando di correre nudi nella vostra azienda. Se non ci fosse questa paralisi, non appena il capo ed i colleghi si mettono ad urlare il vostro corpo reagirebbe con del movimento ed invece non è così, possono accadere altre cose, come la sudorazione, l’aumento del battito, ma non vi muovete. 

In quel momento è come se correndo nudi in azienda non toccasse le vostre emozioni e azioni, le state per così dire betamolizzando, vi rendete conto che c’è qualcosa che non va ma non potete farci nulla.

Si è proprio così, grazie a questa fase inizia un percorso inconscio di ACCETTAZIONE.

Tutto questo meccanismo ci aiuta quindi ad essere meno incontrollati nelle nostre emozioni da svegli, dove si spera che non correremo nudi in ufficio, ma magari siamo in ritardo con un progetto o ci sentiamo spogliati della nostra creatività e quindi, se non dormiamo, ci rende più suscettibili, arrabbiati, stressati e meno creativi.

Mettiamo quindi ora assieme le tre puntate:

  • multitasking
  • elimina la tv in camera
  • non serve fermarsi per prendersi cura di Sé

… con questa e completiamo un primo ciclo.

Un ciclo di calma interiore, di scoperta di chi siamo, di chiarezza sul fatto che non c’è separazione tra fisico e spirituale. Abbiamo capito che vogliamo essere liberi e poter scegliere tutto, ma abbiamo capito che per farlo dobbiamo seguire un procedimento a tutti gli effetti scientifico; in questo procedimento conta tanto quando e soprattutto come dormiamo.

Questa puntata la dedico anche a me, perchè tendo molto spesso a tralasciare la mia necessità costitutiva di riposare. Anche io, come tutto voi, spesso credo di essere la cartina.

#UNO

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