Thrive Through Purpose – Alessandro Broccolo

Episodio 20 – La verdura non è un contorno

19 Novembre 2021

Oggi parliamo di alimentazione e lo facciamo da un punto di vista di puro benessere, senza entrare in nessun dettaglio tecnico che è ovviamente materia di altri professionisti.

Parlando di alimentazione credo ci siano due grandi incomprensioni, due grandi errori.

La maggior parte di noi pensa:

– di mangiare bene e seguire un’alimentazione o stile di vita mediterraneo;
– la maggior parte di noi crede che la frase “siamo quello che mangiamo” sia un modo di dire.

Tutto questo ci porta alla nostra adorata verdura o al mondo vegetale in generale.

Ovviamente limitare questi errori a due è poco, ma questi sono quelli meno tecnici e più adatti al lavoro che stiamo facendo assieme; sono quelli che poi si legano alla motivazione in un percorso di coaching.

Adesso mettete in stop questa puntata, aprite frigo, dispensa e congelatore e ditemi se la maggior parte dei cibi sono:

  • pasta e riso
  • latticini vari
  • biscotti e fette biscottate
  • pane fresco e non
  • grissini 
  • sughi pronti o non pronti
  • affettati e insaccati
  • tonno 
  • marmellate e qualche dolcetto
  • farina bianca
  • zucchero

Ci potrebbero poi essere carne o pesce, ma che per molti di voi potrebbero essere prodotti pronti di qualche marca industriale che adesso si vende anche come Vegan ecc…

Ecco poi arriverà la verdura che potrebbe essere: pomodori, insalata in sacchetto di plastica già pulita e patate.

Tutto questo poi potrà essere trasformato in tanti prodotti che diciamo essere “sani e mediterranei perchè fatti in casa” come una bella lasagna alla bolognese, una matriciana, un arrosto con patate abbondanti e del pane per il sughetto…

E poi forse, in quantità minori, con poca scelta, poca qualità e non in tutti i pasti arriva la verdura.

Questa potete chiamarla mediterranea, oceanica o interstellare, ma è una versione più sana e casalinga dell’ American Standard Diet, nulla di più

E’ quello che ci fa ammalare, ci rende obesi, ci porta alle malattie croniche, rovina il pianeta ed è parte attività della nostra infelicità, perchè la nostra fisiologia e biologia influenza cervello, mente, comportamenti ecc ecc…

Se questa non è la vostra casa, potete anche passare ad un’altra puntata, ma forse per chi di voi è già in un’altra situazione, diciamo più sana, questa puntata potrebbe essere ancora più divertente.

Così abbiamo chiarito il primo errore.

Passiamo al secondo…la nostra tipica risata alla frase “sei quello che mangi”, che poi diventa “sei quello che pensi”, visto che le due cose sono molto collegate.

Nello Yoga questa cosa è da sempre risaputa: il nostro corpo fisico viene definito un accumulo di cibo. Per corpo fisico si intende la pura struttura e il come è assemblata e non anche le reazioni fisiologiche che sono influenzate anche da un’intelligenza, quella che fa sì che una cellula del cuore non si perda e diventi cellula del pancreas, quella che ci tieni in omeostasi o ci fa ammalare. Ovviamente tra questi due “corpi” c’è un legame.

Come passiamo da essere uno spermatozoo ad un adulto? Se togliamo appunto tutta la parte non fisica, quella mentale, energetica, spirituale ecc ecc rimane solo una cosa: mangiando.

Il cibo crea il nostro corpo e questo determina quindi chi siamo sia a livello fisico che poi, in vari modi anche negli altri livelli. Ovvio che la nostra esistenza e vita è un insieme di cose, non c’è solo questo, ma c’è anche tanto di questo.

Quanto vale questo “corpo fisico”? potenzialmente poco visto che dovremmo aspirare ad essere altro e non identificarci con il corpo, ma realmente invece tanto e questo perchè per vivere sulla terra il corpo ci serve, non è un accessorio, è uno strumento di vita.

Il non identificare il proprio Sé con il corpo non vuol dire tralasciarlo, perchè sarebbe come se l’universo tralasciasse i propri pianeti, sarebbe come se un artista tralasciasse le sue opere.

Se mi nutro male, soprattutto se sono giovane, posso anche ridere sul futuro, ma in qualche modo il conto arriva, con calma e non è detto che arrivi in malattia, potrebbe arrivare anche come insoddisfazione della propria vita.

Realizzare di essere il proprio Sè è difficile, pensarlo è già più facile, ma poi la quotidianità rende comunque difficile metterlo in pratica.

Se poi non ci prendiamo cura di corpo, mente ed energie sapendo che questi tre elementi sono tutti legati, non in modo esclusivo, ma in modo importante al cibo, chi crediamo metta a posto la nostra vita.

Stanchezza, noi, sfiga….è sempre colpe di chissà chi…prendiamoci la responsabilità della nostra vita.

Un primo passo può essere quello di cambiare QUANTITA’, QUALITA’ E ORDINE dei cibi che abbiamo in casa.

La verdura o il mondo vegetale sono il cibo più importante.

Cosa mangio oggi? Mangio delle cime di rapa saltate, un broccolo al forno con spezie, profumo di aglio e olio EVO, una fetta di zucca al forno e poi ci aggiungo la carne, le uova, il pezzetto di grana, o il cereale.

Mi raccomando ragazzi: questo esempio è un concetto. Non sono andato a pensare al giusto mix di macronutrienti, al carico glicemico, a se sono vegano, vegetariano o onnivoro, questo lo dovete vedere voi in base a voi o a qualcuno che vi insegna a fare un piatto.

Qui il punto è che il vostro frigo deve essere pieno di verdura di stagione, meglio se fresca e bio. Nella vostra dispensa ci deve essere della frutta (anche qua se il vostro medico vi dice no frutta fate come dice lui…qui è il concetto che un bimbo dovrebbe fare merenda con una mela scaldata con cannella e delle gocce di cioccolato e non con i biscotti e anche se sulla confezione c’è scritto sano, bio e senza glutine…portiamo a casa qui solo i concetti e non un regime alimentare)

Volete mangiare cereali? ok meglio integrali, ma anche se non fossero integrali la nostra alimentazione è solo pasta pane e riso con mille sughi pieni di cibi processati e poi l’insalatina….. questo non è mediterraneo.

Passare a questo modo di mangiare è un bel salto, all’inizio sembra di essere su un altro pianeta e dopo un anno ti sembra tutto normale, ma si ci vuole tempo…per me e per la mia compagna ci è voluto questo tempo.

Passare a questo modo di mangiare costa? NO, l’unico costo è il tempo e il cercare i prodotti giusti nel posto giusto, che spesso non è il discount sotto casa.

Noi ad esempio prendiamo la verdura e frutta da un gruppo solidale che ha tutto BIO a prezzo di un normale supermercato, ma è a 30 minuti di macchina. Io mangio pesce, ma lo compro solo allevato naturalmente a ben 2 ore da casa e faccio scorta 2-3 volte all’anno e questo sia per non cibarmi di pesce inquinato (come i salmoni del nord che non puro veleno) e soprattutto per rispetto dei mari e dell’ambiente.

Questo è un investimento su tutto quello che siamo, coscienza, terra, universo, ambiente, noi siamo un tutt’UNO. Questi non sono sforzi, questa è l’essenza della vita: VIVERE PER ESSERE E GENERARE VITA, FELICITA’ E AMORE.

Un’ultima cosa vorrei condividere con voi, ovvero il come ci piace farci male anche tra di noi e vi faccio due esempi:

  • mangiare al ristorante dovrebbe essere un’eccezione, ma per molti è lo standard…quanti ristoranti hanno questa logica?
  • la seconda è la famiglia e gli amici. Se arriva una famiglia di amici a casa ci sentiamo in colpa se non abbiamo i biscotti per i bimbi…o la domenica se il pranzo non è bello sostanzioso non è domenica in famiglia, quando però magari un familiare ha già il diabete 2 o la pressione alta… queste sembrano sciocchezze, mentre offire una sigaretta ad un bambino non si fa come norma sociale, ma farsi male (non nel singolo pranzo) in una vita alimentare è invece corretto?

Riflettiamo sempre su CHI SIAMO.

Music from Uppbeat (free for Creators!):
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