Thrive Through Purpose – Alessandro Broccolo

Episodio 17 – Alimentazione Olistica

3 Novembre 2021

Quando qualcosa è olistico significa fare due passi:

  • il primo è che il contenuto non viene visto come a se stante, ma sempre in relazione a qualcosa;
  • il secondo passo è poi quello di trascendere tutti questi contenuti e relazioni per capire che non c’è un reale distinzione tra le cose, il macro e il micro sono uguali, come il fisico e lo spirituale sono semplicemente densità diverse della stessa fonte.

Quando si parla di olistico si può far riferimento alla natura e all’energia, sapendo che queste forze, queste leggi, specifiche e non per forza universali, non agiscono su tutti e ovunque allo stesso modo; olistico è quindi si guardare il tutto, ma poi entrare nel dettaglio di questo tutto per vederne le sfumature o, per dirla più correttamente, le manifestazioni e l’evoluzione.

Cosa si può intendere quando si parla di alimentazione olistica?

Dal mio punto di vista è un’alimentazione che diventa nutrimento e a questo punto le domande sono due:

  • che differenza c’è tra alimentazione e nutrimento
  • che cosa, chi, vogliamo nutrire

Vi propongo questa prospettiva!

Alimentazione è pensare che la materia che mangiamo sia sostanzialmente morta e che lo scopo sia quello di sostenere la nostra attività e di soddisfare la propria mente. Alimentarsi vuol quindi dire limitarsi.

Molte volte si dice che è importante mangiare anche per soddisfare un bisogno di benessere, che tradotto significa mangiare con la mente; io non sono d’accordo.

E’ un dato di fatto che quando siamo veramente nutriti dentro, ci dimentichiamo anche di mangiare, quindi nella sostanza mangiare ci serve per tenere in salute e forza il corpo e per goderci dei momenti dove scegliamo di mangiare qualcosa di specifico, mentre noi tendiamo ad averne voglia e questa non è una scelta.

Se parliamo di nutrimento dobbiamo quindi guardare in modo appunto olistico e parlare di:

  • spirito
  • sentimenti 
  • pensieri
  • emozioni

ed infine cibo.

I corpi che andiamo a nutrire sono, oltre a quello fisico, quello mentale, quello energetico e la nostra vera essenza spirituale.

Esiste uno strumento “da cucina” particolare per gestire questi alimenti, ovvero spirito, emozioni, sentimenti, pensieri; questo strumento si chiama consapevolezza.

La consapevolezza ci porta a capire in modo automatico cosa viene prima, cosa è più importante, chi siamo e di conseguenza cosa ci fa bene.

La consapevolezza ci porta inoltre ad essere responsabili dentro, indipendentemente dalle situazioni e azioni e quindi ci porta alla libertà; quando arriviamo a questo punto abbiamo veramente capito chi siamo.

Come ho già detto in una scorsa puntata, responsabilità è consapevolezza di essere e non ha nulla a che vedere con l’azione e la situazione.

Qual è quindi questa “dieta perfetta” che ci può nutrire?

Io vi propongo di partire dal motore di tutto, se partiamo da qui, ovvero da dentro noi stessi, il resto viene automatico.

Dobbiamo quindi partire dallo spirito; se comprendiamo di essere l’infinito che si manifesta, si evolve e si espande capiamo di:

  • non aver bisogno di altro;
  • di essere qui per dare in modo disinteressato e non identificato, che è un dare molto diverso dalla comune filantropia che di solito è “potere”
  • che i confini e la separazione tra di noi e tra noi e la natura sono solo apparenti perchè tutto è partito dallo stesso punto e soprattutto tutto e tutti siamo fatti delle stesse sostanza; pensateci siamo tutto fatti di poche sostanze combinate con intelligenza divina, questa è una cosa sulla quale non riflettiamo mai, pensando che noi, un animale, l’acqua, la terra o un tavolo siamo fatti degli stessi elementi.

Questo ci porta a coltivare un certo tipo di pensieri ed emozioni o saper gestire meglio quello che accade, questo ci porta a relazioni più sane o a saper dare all’altro. 

Se partiamo da qui e arriviamo poi al cibo ecco che il cibo diventa salute o libertà di godimento e rimettere in moto il meccanismo dal punto 1; si perchè il canale è a due vie.

La seconda via infatti è lasciare che il cibo alteri la nostra struttura fisiologia, che questo provochi un certo tipo di emozioni e poi di pensieri e poi di azioni, con una conseguente dipendenza che fa fa ricominciare questo giro da capo.

Certo la via che vi propongo io non è sicuramente l’unica; possiamo anche allenarci a stare bene ed essere noi stessi partendo dal cibo e dall’attività fisica e se lo fate e funziona per voi va benissimo; dal mio punto di vista lo stimolo di capire “chi siamo” è molto più forte e mi rende più libero, ma non è detto sia la via principale per tutti.

Buon appetito.

Music from Uppbeat (free for Creators!):
https://uppbeat.io/t/soundroll/the-anthem
License code: 0ORQFHUG4HSY1ABZ

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